Report riunione del 23 settembre

L’incontro ha avuto come oggetto principale la questione delle elezioni regionali della primavera 2015. La relazione iniziale ha evidenziato tutte le difficoltà nel trasporre i 10 punti della lista Tsipras alle europee in un programma per le elezioni regionali in toscana. E’ chiaro che i 10 punti delle europee sono il quadro di riferimento generale; ma è altrettanto chiaro che un programma per le regionali passa da una analisi, da un bilancio su come ha operato il centro-sinistra saldamente guidato dal Pd in toscana.

Noi, e gli altri comitati toscani dell’Altra Europa dovremmo dedicarci a questo lavoro di analisi, insieme ai movimenti che in questi anni hanno difeso, in toscana, l’ambiente, la democrazia, hanno lottato per i beni comuni.

Dal dibattito, molto partecipato, sono emersi molti temi da confrontare a livello del coordinamento toscano dei comitati dell’Altra Europa:

    1. Proposte di piano per la piena occupazione:
      1. recupero del patrimonio pubblico e privato (quello confiscato alle mafie, ecc…) per finalità di edilizia popolare ed per creare nuova occupazione in agricoltura biologica;
      2. piano di recupero e smaltimento di eternit, che, ancora oggi, abbonda in tantissimi luoghi ed è fonte di pericolo per la salute pubblica;
      3. riqualificazione degli edifici pubblici e privati; questo campo di iniziativa va a compensare la necessaria misura di stop alle nuove edificazioni; uno degli aspertti significativi della riqualificazione riguarda l’aspetto energetico nella direzione delle energie rinnovabili…;
      4. rinnovo delle tubature degli acquedotti toscani, che perdono più del 40%; completamento della depurazione secondo, ed oltre le direttive dell’UE;
      5. sviluppo delle energie rinnovabili, superando le facili speculazioni degli inceneritori e di gran parte degli impianti a biomasse e ripensando profondamente la geotermia.
    2. Come reperire i finanziamenti?
      Intanto c’è da sviluppare un lavoro di conoscenza e di analisi per ristrutturare le molteplici modalità di incentivazione che la regione toscana ha utilizzato in questi anni. Allo stesso tempo dobbiamo elaborare idee sulle possibilità di recuperare la banca MPS ad un ruolo di banca pubblica regionale. Nonostante le consistenti vendite di azioni, gli enti locali senesi ancora posseggono un significativo pacchetto di azioni che unito alle azioni in possesso dei dipendenti, a quelle di associazioni di piccoli azionisti potrebbero diventare più che sufficienti per determinare un cambio di prospettiva rispetto all’attuale visione di banca d’affari impersonata dal duo Profumo- Viola.
    3. Proposte per una estensione della democrazia:
      1. la recente approvazione del Toscanellum è la conferma che le larghe intese ( Pd- Forza Italia,) vogliono ridurre la democrazia, rafforzando i poteri della casta politica dominante. Dobbiamo sviluppare da subito una campagna di massa per far capire i pericoli di questa legge;
      2. i movimenti per i beni comuni, quelli in difesa dell’ambiente e contro le grandi opere, si sono trovati di fronte a muri di gomma senza avere la possibilità di usare strumenti istituzionali per far esprimere i cittadini. Pensiamo a nuovi strumenti di partecipazione come i referendum propositivi che consentono ai cittadini di esprimersi e decidere in modo chiaro ed univoco. Pensiamo a strumenti di democrazia partecipativa come le consulte, che affianchino i consigli comunali, il consiglio regionale con poteri di proposta e di interlocuzione durante il formarsi degli atti politici-amministrativi.
    4. Partecipate degli enti locali:
      Saranno il prossimo terreno di scontro tra governo ed enti locali, con il governo che spinge verso le privatizzazioni . La Toscana a guida PD ha fatto delle partecipate, in particolare nella forma delle spa miste pubblico-private, il sistema preferito per la gestione dei servizi pubblici locali. Trasporti, acqua, rifiuti, energia, hanno visto nascere e crescere una moltitudine di spa; il governatore Rossi, anticipando le prossime misure del governo Renzi, ha poi deciso di procedere per accorpamenti puntando a creare una grande “ multiutility “, da quotare in borsa. In questa pericolosa visione , accentratrice e neoliberista, il welfare locale, i diritti dei cittadini sono completamente affidati al mercato, in balia dei giochi di borsa. Agli enti locali, che formalmente rimangono titolari-proprietari dei servizi pubblici locali, vengono sottratti i poteri della gestione, le facoltà di decidere tariffe, le modalità di erogazione dei servizi, ecc… Dobbiamo farci carico di far capire che questi processi di privatizzazione non sono inevitabili e che esistono delle alternative. Secondo noi la prospettiva di gestire i servizi pubblici locali tramite aziende speciali consortili ( enti di diritto pubblico, che non hanno come scopo l’utile d’esercizio ) , indicata da Guido Viale negli ultimi articoli in merito , è una prospettiva valida, che lascia i poteri agli enti locali, e consente di sviluppare forme di democrazia partecipativa che valorizzano la cittadinanza attiva, le associazioni, i lavoratori dei servizi.

Questi che abbiamo indicato sono i primi contributi che offriamo al dibattito ed alla elaborazione comune che i comitati toscani dell’Altra Europa inizieranno a partire dall’incontro del 28 settembre ; auspichiamo che si formino dei gruppi di lavoro , che abbiano il compito di elaborare il programma per le prossime elezioni regionali. In questo lavoro dovremmo essere così bravi da coinvolgere personalità, associazioni, rappresentanti dei movimenti che in questi anni si sono mossi per l’ambiente, per la democrazie, per i beni comuni.

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