Osservatorio sull’Europa 8. Per Renzi si riducono i margini di manovra

“[…]occorre un ampio programma di investimenti pubblici coerente con le proposte del presidente entrante (Juncker ndr) della Commissione”[…]”

Questa è una delle dichiarazioni estive tra le più significative di un quanto mai attivo Mario Draghi, oltre a quella sulla “cessione di sovranità“ proposta ai membri dell’UE (sembrava più rivolta all’Italia in particolare, ma crediamo contenga qualcosa in più…).
In questi ultimi mesi, da giugno ad oggi, si è consumato l’ennesimo braccio di ferro tra “paesi del rigore” -il Nord Europa- e “paesi della spesa” (Francia e Italia) con una BCE in campo a tessere il suo filo di “mediazione avanzata”; un ruolo più marcatamente politico, anche se non si deve dire!!

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LA BCE E’ FORSE L’UNICA PROTAGONISTA “POLITICA” IN UN’EUROPA IN VACANZA

  I dati negativi dell’economia italiana, costringono il governo Renzi a ripensare (e rinviare ) il prossimo DEF (ex legge finanziaria). Se le previsioni di crescita erano dello 0,8% la scorsa primavera, il mancato effetto sui consumi degli italiani (non)indotto dagli 80 euro elargiti in busta paga (molti lo avevano previsto, ma erano solo i […]

Osservatorio sull’Europa 6. Per Renzi in Europa ci vuole più politica: quale?

Allora…dove eravamo rimasti? Si’, al tentativo del nostro primo ministro di qualificare la sua presidenza del semestre europeo con “la grande novita’” di essere riuscito a imporre all’ agenda rigorista in Europa le priorita’ della crescita e dell’ occupazione. In soldoni, poter fare buon uso della cosiddetta flessibilita’ delle regole di bilancio previste dai patti […]

Germania sotto osservazione in Europa

C’è qualcosa che non viene mai ricordata da nessuno nella battaglia in corso in Europa tra chi esige il rispetto rigoroso delle regole fiscali stabilite dai trattati comunitari e chi chiede invece maggiore flessibilità nei bilanci pubblici (insomma maggiori o minori possibilità di spesa da parte degli stati).

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Ed è che, in tutta evidenza, la Germania, la prima economia dell’area euro, è in palese violazione delle procedure vigenti.

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Osservatorio sull’Europa del 3 luglio

Che cosa è stato davvero deciso a conclusione del vertice europeo dello scorso fine giugno?

Prima di tutto, la designazione di J.C. Juncker a nuovo presidente della Commissione Europea CON VOTO PALESE A MAGGIORANZA del Consiglio dei capi di stato e di governo d’Europa (26 sì e 2 no).

Inglesi e Ungheresi, contrari, non hanno potuto più avvalersi del diritto di veto, secondo le nuove norme del Trattato di Lisbona, entrate in vigore con le ultime elezioni.

QUESTA E’ UNA VERA INNOVAZIONE NELLE ISTITUZIONI EUROPEE.

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Il balletto sulle politiche economiche dell’UE

Continua quell’ormai consueto (e consunto) balletto di dichiarazioni e contro-dichiarazioni tra la Germania e i suoi partner in Europa sulle politiche economiche dell’UE.

Appena qualcuno degli stati membri (il nostro Renzi ne sta facendo un punto qualificante del suo programma in Europa) fa notare quello che ormai tutti hanno capito, cioè che se non cambiano le politiche del rigore e non si avvia la costruzione di una nuova Europa più democratica, integrata e coesa, ci ritroveremo presto a fronteggiare sempre di più il populismo reazionario e il nazionalismo di ritorno, si assiste ad una timida apertura da parte di Frau Merkel che fa la parte della comprensiva perché si rende conto che nelle mani tedesche stanno i destini dell’Unione Europea, immediatamente seguita però dalle drastiche chiusure dei suoi collaboratori – la solita Bundesbank e l’altra icona dell’austerità, il ministro federale delle finanze – pronti ad ammonire duramente contro ogni allentamento dei patti, anzi, rilanciando l’alta moralità di una ulteriore disciplina di bilancio.

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Un sentiero stretto per i social-democratici in Europa

L’obiettivo principale della riunione dei socialisti europei in questi giorni a Parigi è stato quello di premere per imporre un certo riorientamento della politica economica europea in favore di una maggiore crescita e di meno austerità. “Le nostre priorità – ha spiegato Hollande alla fine dell’incontro – sono innanzitutto la crescita e l’occupazione, utilizzando tutti i margini e la flessibilità del Patto di Stabilità; fare in modo che l’occupazione giovanile sia VERAMENTE la priorità di bilancio dell’Europa e lanciare un ampio programma di investimenti per avviare in particolare la transizione e l’indipendenza energetica del continente”.

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Osservatorio sull’Europa

Com’era largamente prevedibile nessuno dei cinque candidati alla presidenza della Commissione Europea ha riportato la maggioranza. Adesso sono necessarie le intese fra i gruppi parlamentari: il che vuol dire che il programma elettorale di ciascun candidato è praticamente azzerato e per l’ elezione sarà necessario presentare un originale programma di governo di coalizione. È sulla base di questo programma che si dovrà dunque costruire una maggioranza.

parlamento-europeo

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