Jobs act e art. 18

L’attacco del governo Renzi ai diritti dei lavoratori

VENERDÌ 7 NOVEMBRE
ore 21:00
Palazzo Patrizi – via di Città 75

Ne parleremo con:
Giovanni Orlandini – Professore di Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi di Siena

Sono stati invitati ad esprimere il loro punto di vista dirigenti ed RSU aziendali di sindacati confederali e di base e realtà giovanili impegnate sul tema della precarietà.

Lo scorso 8 ottobre è stato approvato al Senato, con la forzatura del voto di fiducia, il cosiddetto Jobs Act, un decreto di legge delega dai contenuti vaghi e generici, trattandosi appunto di una delega (in alcuni casi proprio in bianco) al governo a riformare l’intero sistema del diritto del lavoro e della revisione degli ammortizzatori sociali. Al governo si delega inoltre la materia del licenziamento, cioè l’ennesima revisione dell’art.18.

In attesa del testo definitivo, sappiamo già dal violento attacco propagandistico del nostro primo ministro in queste ultime settimane, dove si voglia andare a parare:

  • Ulteriore ridimensionamento dell’art. 18 per escludere definitivamente il reintegro del lavoratore in caso di licenziamento economico ingiustificato
  • Introduzione di contratti di ingresso che, per almeno tre anni o forse più, non prevedano tutele contro il licenziamento se non indennizzi economici, anche se li chiamerà a tempo indeterminato per le statistiche
  • Una riforma del sistema degli ammortizzatori sociali e dei centri per l’impiego tanto ambiziosa da essere, ora come ora, irrealistica per via del blocco della spesa pubblica imposto dalle regole europee
  • Uno spostamento decisivo della contrattazione aziendale dal piano nazionale a quello delle singole aziende dove la capacità contrattuale dei lavoratori diminuirà.

Il Jobs Act del Governo Renzi è l’ultimo atto di una serie di leggi sul lavoro che hanno reso precario il lavoro e la vita di milioni di persone, gettando nell’insicurezza ai limiti della disperazione molti lavoratori e gran parte delle giovani generazioni.

Il nostro tanto moderno primo ministro, insieme a Confindustria, alle attuali istituzioni europee, ai media e a una minoranza molto visibile di giuslavoristi, ci vogliono convincere che la mancanza di lavoro e di investimenti, la precarietà diffusa, dipenda dalle tutele e dai diritti conquistati a fatica nelle battaglie dei lavoratori.

Vogliamo opporci a questa lettura rovesciata della realtà che vuole nascondere il fallimento di un sistema economico “regolato” dagli interessi della finanza.

La precarizzazione, la disoccupazione e il peggioramento delle condizioni dei lavoratori non dipendono dalla mancata riforma del mercato del lavoro, ma dalla mancata riforma del mercato dei capitali.

Tuttavia nei giorni scorsi qualcosa è cambiato.
Lo sciopero generale dei sindacati di base del 24 Ottobre e la manifestazione nazionale CGIL del 25 sono state giornate di grande mobilitazione popolare, durante le quali i 2 milioni di lavoratori che vi hanno preso parte hanno dimostrato di voler reagire per non subire questo ennesimo attacco.

L’Altra Europa ha partecipato convintamente a queste mobilitazioni e ha indetto un incontro pubblico per discutere della riforma e cercare di capire insieme come contrastarla in maniera efficace.

Alcuni siti per approfondire l’argomento

3 pensieri su “Jobs act e art. 18

  1. Pingback: L’attacco del governo Renzi ai diritti dei lavoratori | Siena per Tsipras

  2. Pingback: L’attacco del governo Renzi ai diritti dei lavoratori | Morirem Pecore Nere

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