Convocazione domenica 12 assemblea regionale Sì Toscana a Sinistra

Lettera di Tommaso Fattori, consigliere regionale di Sì Toscana a Sinistra

Care/i,

vi scrivo per convocare l’assemblea regionale di Sì Toscana a Sinistra domenica prossima, 12 luglio, a Firenze (il luogo esatto sarà indicato in una prossima comunicazione). Alcune assemblee territoriali del Sì sono ancora in corso ma aspettare la conclusione di tutto il ciclo avrebbe significato far slittare a fine luglio l’incontro regionale. Vorrei condividere con voi, in modo da portare un contributo alla nostra assemblea regionale, alcune brevi riflessioni e la proposta di strutturazione dell’assemblea che ne deriva.

La Grecia, l’Italia. La Toscana
Queste sono ore felici, in cui festeggiamo la vittoria del popolo greco contro la paura: il governo di Tsipras ha insegnato all’Europa cosa è la democrazia, i greci ci hanno insegnato cosa significano dignità e libertà. Adesso la strada per un’altra Europa è aperta, anche se il cammino non sarà facile: un cammino che dovremo provare a percorrere tutti insieme.Noi ci siamo del tutto disabituati all’idea d’essere chiamati a decidere direttamente sulle questioni rilevanti, ad esempio sull’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione; in Italia un governo di “larghe intese”, il governo Renzi-Alfano, sta portando avanti un programma che nessuno ha mai votato. Dalla ”buona scuola”, al “Jobs Act”, alla trasformazione del Senato in un organo non elettivo, dove, in nome della lotta alla casta, la stessa casta eleggerà direttamente la casta.

Un programma di governo che è in perfetta continuità con le politiche di austerità e con il corollario delle così dette “riforme strutturali” che l’austerità impone. Ossia controriforme che ci riportano all’ottocento, che diminuiscono il potere e il salario di chi lavora – rendendoci sempre più ricattabili – e che privatizzano beni e servizi pubblici.Lo stesso vale per la Toscana. Qualcuno aveva forse votato 5 anni fa, nel programma di governo di Rossi, la “contro-riforma sanitaria”? O magari la nuova pista dell’aeroporto di Peretola e la definitiva privatizzazione del sistema aeroportuale toscano?

Vorrebbero che ci abituassimo alla postdemocrazia, al governo di oligarchie strettamente connesse ai poteri economici e finanziari, all’essiccamento della partecipazione, a leggi truffa come il Toscanellum e l’Italicum, alle decisioni dei così detti tecnici. Lo ha chiarito seraficamente Schulz, il presidente socialdemocratico del Parlamento Europeo, alleato di Angela Merkel: spero che vinca il Sì e che poi si formi “un governo di tecnocrati. Se questo governo di transizione troverà un accordo ragionevole con i creditori allora sarà la fine dell’era di Syriza”. La fine dell’era di Syriza. L’aveva già scritto Stiglitz giorni fa, l’obiettivo è far fuori il governo di sinistra di Tsipras. Perchè? Perchè “contrario a quelle politiche che hanno fatto aumentare le disuguaglianze in tanti paesi avanzati e impegnato a ridimensionare il potere sfrenato dei più ricchi”.

Al tempo di Salvador Allende e in tanti altri casi simili si sono usate le bombe. Oggi i golpe si possono fare a bassa intensità, usando i media addomesticati, le pressioni dei creditori e della finanza, le parole di Schåuble e altri “statisti” che chiariscono come nessun tipo di accordo può essere siglato se il governo greco, democraticamente eletto, resta al suo posto: nessun tipo di accordo.

La vera paura dei golpisti del XXI secolo è il “contagio democratico”, la messa in discussione delle politiche di austerità per mezzo di un voto democratico, l’acquisizione di coscienza che oltre all’Europa postdemocratica delle banche c’è un’altra Europa, un’Europa sociale. Quell’Europa che domenica scorsa, in Grecia, ha vinto.

Sì – Toscana a sinistra
Tutto ciò ci richiama alle nostre responsabilità in questo momento storico, alla nostra capacità di costruire insieme, anche in Italia, un progetto politico maggioritario e di sinistra, radicato in tutti i territori ma con un respiro nazionale ed europeo, capace di governare, di cambiare le nostre vite nel segno dell’equità e della giustizia sociale.

Sì -Toscana a sinistra è stato un primo seme di questo progetto, un primo spazio comune su scala regionale. Non un cartello elettorale ma un primo aggregatore di una sinistra in grado di definire un’alternativa di sistema, non semplicemente un’alternativa alle larghe intese o al PD di Renzi.

In un mese di campagna elettorale, senza soldi, cancellati dalle TV e da una competizione tutta imperniata sui “grandi marchi” politico-elettorali che invadevano i talk-show (i Renzi, i Salvini, i Di Maio, i Berlusconi) il Sì ha preso il 6,3% e ha eletto due consiglieri. Un’ottima partenza, ma solo una partenza: adesso il Sì c’è, esiste come spazio d’iniziativa comune a sinistra, vuol lavorare sul territorio regionale con un respiro europeo, contribuire al rafforzamento di progetti sociali nei territori, aiutare la nascita di un progetto unitario a sinistra anche in Italia. Per ora questo soggetto comune nel paese non c’è, ma in Toscana possiamo fare come se ci fosse, lavorando secondo una dimensione condivisa, in grado di produrre iniziativa, di allargare la rete.

Il Sì può diventare il laboratorio di questa scommessa nazionale unitaria e in questa direzione possiamo lavorare muovendoci in due modi: prima di tutto, dirlo, affermare apertamente e pubblicamente che noi vogliamo che nasca un soggetto politico nazionale di alternativa, che metta insieme tante storie diverse e ne inizi una nuova. Noi vogliamo che nasca, noi crediamo che sia già (quasi) troppo tardi, e chiediamo pubblicamente a tutti (partiti, associazioni, comitati, movimenti, singoli cittadini) di accelerare il percorso, di costruire quello di cui abbiamo urgentissimo bisogno.

E poi, la seconda cosa che possiamo fare, secondo me, è iniziare, almeno in Toscana, a lavorare come se questo soggetto ci fosse, mettendo in comune ogni giorno un pezzetto in più del nostro impegno, provando a lavorare insieme sulle questioni che ci stanno più a cuore, allargando e radicando il nostro progetto nei territori e nella società. Il Sì in questo modo non sarà una specie di piccolo partito che si affianca ad altri partiti di piccole dimensioni: dobbiamo provare a usare il Sì come esperimento per il soggetto comune che vorremmo ci fosse. Dialogando e confrontandoci, con passione e pazienza, valorizzando le nostre differenze e identità ma tenendo conto che quello che ci interessa è unire ciò che il neoliberismo e la crisi hanno diviso, rivolgerci alla stragrande maggioranza della popolazione, che è lì fuori, spesso la pensa come noi, ma non sa neanche che esistiamo.

Sappiamo che il Sì non è già quello che noi vorremmo ci fosse. Ma sappiamo anche che è uno strumento che ci può aiutare a costruirlo, se lavoriamo bene, con generosità, pazienza e impegno.

Il lavoro del Sì nelle prossime settimane deve svolgersi su due fronti: le relazioni con i tanti soggetti attivi della Toscana, a partire di chi ci ha dato una mano in campagna elettorale ma non solo, per provare a stabilire legami e percorsi comuni, e l’azione politica concreta sui tanti temi all’ordine del giorno, a partire da una o due campagne tematiche su cui provare a dare battaglia dentro e fuori dal Consiglio, ad aggregare e a costruire consenso.

In questo senso, la proposta, che ho avanzato in alcuni degli incontri di queste settimane, di un appuntamento di fine estate, una tre giorni in campeggio sulla costa, può essere un’occasione di dialogo, di confronto al nostro interno ma soprattutto all’esterno. Un’occasione per stare insieme in forme diverse da quelle classiche della politica, per programmare al meglio la nostra attività nei prossimi mesi, per provare a fare rete con tante realtà sia toscane sia di altre regioni, per fare dei passi avanti tutti insieme e affrontare il lavoro che ci aspetta nei prossimi mesi con il piede giusto. In quella sede potremmo anche verificare e programmare con più calma le forme del nostro stare insieme.

Per quanto riguarda l’Associazione politico-culturale Sì Toscana a Sinistra, credo che dovrà essere parte di questo progetto, avere una specificità, un mandato ed una caratterizzazione precisa: sostenere e sviluppare buone pratiche, progetti di mutuo soccorso, sportelli di assistenza, iniziative sociali e culturali legate alla “condivisione”, provando a mettere in rete e sostenere ciò che esiste e provando a progettare nuove iniziative in grado di ricostruire legame sociale e di rispondere ai bisogni delle persone. Piuttosto che fare dell’Associazione un partito in miniatura, credo sia importante dare un segnale forte di diversità e il ruolo dell’associazione – che non racchiuderà in sé tutto il lavoro del Sì, ma amministrerà formalmente le risorse provenienti dall’attività dei consiglieri – può essere parte importante di questo esperimento. Così daremo il segnale di una politica diversa, che destina le risorse a progetti sociali e prova a fare davvero la differenza.

Quanto al lavoro nel consiglio, dobbiamo costruire un percorso partecipativo che veda il coinvolgimento di tutti gli attivisiti e le attiviste del Sì a fianco di noi eletti, a partire dall’indizione di regolari assemblee regionali (una decina l’anno, più o meno) in cui discutere assieme i principali temi di volta in volta affrontati nel consiglio regionale: assemblee “preparatorie”, itineranti, che raccolgano il contributo di tutti i territori della Toscana.

Pensiamo anche all’istituzione di “commissioni” parallele a quelle del consiglio regionale, che siano aperte a chiunque voglia contribuire al lavoro sui diversi temi. Naturalmente il nostro fine è costruire una nuova agenda, non inseguire l’agenda dettata da altri, e anche su questo dovremo riflettere e attrezzarci.

L’Assemblea di domenica 12
Queste sono le proposte che faccio, dopo aver passato queste settimane a confrontarmi con tante e tanti di voi nelle assemblee territoriali in tutta la regione. Di tutto questo e di altre proposte vorrei discutere in assemblea domenica. Un’assemblea che in un primo momento sia articolata in “gruppi di lavoro”, per permettere una maggiore partecipazione e per poter dare a tutti la parola.

Questa è la struttura dei lavori dell’assemblea:
ore 10,45-11,15 introduzione ai lavori (Tommaso Fattori e Paolo Sarti, consiglieri regionali Sì Toscana a Sinistra);
ore 11,15-13,15 gruppi di lavoro:

1) gruppo “campagne”: individuazione dei temi fondamentali per le “campagne d’autunno” del Sì
2) gruppo “allargamento rete”: forme e modalità di coinvolgimento e relazione con altri soggetti, collettivi e individuali
3) gruppo “organizzazione, comunicazione e autofinanziamento”: come strutturare e organizzare il lavoro del Sì e dell’Associazione
4) gruppo attività istituzionale: forme e modalità della partecipazione al lavoro del gruppo consiliare

pausa pranzo

14,30-17,30: Assemblea plenaria
– restituzione discussione dei gruppi di lavoro
– discussione generale (interventi di 4 minuti a testa).

Un abbraccio, a domenica

Comunicato Stampa – Il Comitato Senese L’Altra Europa con Tsipras si costituisce in associazione

COMUNICATO STAMPA

Siena 12 dicembre 2014

Il comitato territoriale di Siena de l’Altra Europa con Tsipras ha avviato la discussione sul documento Revelli, ritenendo necessario produrre il proprio contributo alla riflessione che è in corso in merito al futuro della nostra formazione politica.

Innanzitutto preme sottolineare che dopo le elezioni Europee è seguito un periodo troppo lungo di indeterminatezza nella definizione della struttura della nostra formazione, che ha tra l’altro prodotto una evidente assenza dal dibattito politico generale, favorendo il troppo facile tentativo di accreditarci come episodio occasionale destinato ad esaurirsi rapidamente.

L’evoluzione della situazione politica ed economica dell’Europa e dell’Italia rendono invece urgente il delinearsi di un percorso di aggregazione delle forze che esprimono un disegno alternativo a quello oggi prevalente, che vede tutta l’attenzione concentrarsi su un’economia sempre più finanziarizzata, ed una politica divenuta mero supporto alle scelte delle oligarchie economiche, a discapito degli interessi generali della società.

Continua a leggere »