Siamo con la Grecia, siamo in piazza

Comunicato Stampa – 5 febbraio 2015

Comunicato Stampa de L’Altra Europa con Tsipras

Domani, venerdì 6, tutte/i in piazza. Appuntamento a Roma alle 18 in via XX settembre davanti alla Banca d’Italia.
Le dichiarazioni di Renzi sulla BCE sono gravissime.

syriza
La dichiarazione di Matteo Renzi di sostegno alla decisione della BCE, non è certo inattesa, ma è nondimeno gravissima. A nemmeno 24 ore dai sorrisi fasulli dell’incontro con Tsipras, Renzi si schiera dalla parte sbagliata: la parte delle politiche di austerità, delle privatizzazioni, dell’attacco ai diritti del lavoro e al welfare. E’ il contrario di quanto dovrebbe fare non solo in nome della solidarietà al popolo greco, ma della necessità di fermare quelle politiche di austerità a cui il nostro paese sta pagando un prezzo altissimo, in termini di disoccupazione, crescita delle disuguaglianze e della povertà.

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LA BCE E’ FORSE L’UNICA PROTAGONISTA “POLITICA” IN UN’EUROPA IN VACANZA

  I dati negativi dell’economia italiana, costringono il governo Renzi a ripensare (e rinviare ) il prossimo DEF (ex legge finanziaria). Se le previsioni di crescita erano dello 0,8% la scorsa primavera, il mancato effetto sui consumi degli italiani (non)indotto dagli 80 euro elargiti in busta paga (molti lo avevano previsto, ma erano solo i […]

Il balletto sulle politiche economiche dell’UE

Continua quell’ormai consueto (e consunto) balletto di dichiarazioni e contro-dichiarazioni tra la Germania e i suoi partner in Europa sulle politiche economiche dell’UE.

Appena qualcuno degli stati membri (il nostro Renzi ne sta facendo un punto qualificante del suo programma in Europa) fa notare quello che ormai tutti hanno capito, cioè che se non cambiano le politiche del rigore e non si avvia la costruzione di una nuova Europa più democratica, integrata e coesa, ci ritroveremo presto a fronteggiare sempre di più il populismo reazionario e il nazionalismo di ritorno, si assiste ad una timida apertura da parte di Frau Merkel che fa la parte della comprensiva perché si rende conto che nelle mani tedesche stanno i destini dell’Unione Europea, immediatamente seguita però dalle drastiche chiusure dei suoi collaboratori – la solita Bundesbank e l’altra icona dell’austerità, il ministro federale delle finanze – pronti ad ammonire duramente contro ogni allentamento dei patti, anzi, rilanciando l’alta moralità di una ulteriore disciplina di bilancio.

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