Appello di adesione allo Sciopero di venerdì 12 dicembre

Carissime/i, non è ancora terminato un anno da quando abbiamo iniziato ad incontrarci a Siena ed in provincia rispondendo all’appello di Barbara Spinelli, Luciano Gallino, Marco Revelli, Andrea Camilleri e Paolo Flores D’Arcais. Insieme abbiamo fatto un bel percorso raccogliendo prima migliaia di firme poi migliaia di voti, più del 6%, contribuendo così ad eleggere tre rappresentanti al parlamento europeo.

Oggi vi invitiamo a partecipare, ed a far partecipare, alla manifestazione che si svolgerà a Siena il 12 dicembre in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil e dalla Uil.

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Verso lo sciopero generale del 12 dicembre – Contributo di Riccardo

Contributo di Riccardo Putti al dibattito sul futuro della Lista Altra Europa con Tsipras e sullo sciopero generale del 12 dicembre.

Mentre noi stiamo litigando per il solito vizio del saperla lunga la destra rozza e indecente con quattro parole sgangherate ma con la sempre efficacia tecnica di essere presente nelle piazze anche quelle più disperate, incassa consensi.

Il PD renziano intanto si imbelletta di sinistrismo (vedi foto di Rossi con i rom) e cerca di farsi passare come l’argine alle barbarie.

Sarebbe ora invece di riprendere il discorso interrotto dopo il risicato se pur positivo exploit del 4%.

Inutile dissertare sui massimi sistemi, occorrerebbe piuttosto un sano e semplice ricorso alle pratiche di convivenza politica basate su un po’ di fiducia reciproca; non ingenuo collettivismo ma ponderata e cosciente volontà di inclusione. Partendo dalla convinzione che se pur con punti di vista diversi stiamo tutti cercando di concorrere alla rinascita di una sinistra/sinistra in grado di disegnare un orizzonte sociale che veda protagoniste quelle che una volta avremmo chiamato le classi subalterne con i loro bisogni e con i, non meno importanti, loro desideri. Insomma una sinistra che sappia declinare non soltanto i diritti sociali ma anche quelli civili.

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Verso lo sciopero generale del 12 dicembre

Introduzione di Massimo Garritano all’Assemblea Pubblica “contro l’Austerità, il liberismo e il Jobs Act, per i diritti del lavoro“.

I motivi che ci hanno spinto ad organizzare l’incontro pubblico del 4/12 a Poggibonsi con le rappresentanze sindacali confederali e di base e con le RSU aziendali del territorio, stanno nel sostegno e nel rilancio di quella rinnovata mobilitazione sociale che si è espressa con la manifestazione di P.zza S. Giovanni a Roma del 25/10, con la protesta del pubblico impiego dell’8/11, con lo sciopero generale FIOM del 14 e del 21/11, con lo “sciopero sociale” del 14/11. E che culmineranno con lo sciopero generale del 12/12.

Abbiamo visto scendere in piazza centinaia di migliaia di operai, studenti, precari, comitati di lotta che volevano rispondere non soltanto a qualche provvedimento governativo più o meno emendabile, ma contestare alla radice un impianto generale di pensiero e di visione, di come si esce dalla crisi secondo i canoni consueti del racconto neo-liberista egemone: la priorità dell’agire sul piano dell’offerta, cioè mettere in condizione i capitali liberi di muoversi sui mercati finanziari, liberi di trovare buone occasioni di investimento in Italia a scapito delle condizioni materiali (e direi della dignità) di chi lavora.

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