Elezioni regionali 2015, i candidati del collegio di Siena

La lista Sì – Toscana a Sinistra presenta, nel collegio di Siena, sei candidature (tre donne e tre uomini):

  1. Fiorenza Bettini

    beni comuni, acqua e servizi pubblici locali
    Mi chiamo Fiorenza Bettini, sono nata nel 1981, vivo nella campagna senese a Colle Val d’Elsa e sono un’attivista impegnata nei movimenti per l’acqua e per la difesa dei beni comuni. Ho frequentato la facoltà di Lettere con indirizzo antropologico
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  2. Mario Dimonte


    Scuola, Università, Lavoro, Servizi Pubblici e Spazi Sociali
    Nato a Benevento, sono stato nel 2009 rappresentante della Consulta degli Studenti. Dal 2009 sono stato rappresentante all’università con il sindacato di Sinistra, Link, con cui ho ricoperto il ruolo di Consigliere D’Amministrazione. Perché
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  3. Serena Elisabetta Cesarini Sforza


    trasparenza, inclusione sociale
    Vivo a Sovicille da molti anni. Oggi sono in pensione ma mia attività lavorativa mi ha visto impegnata nel settore sociale e delle pari opportunità. Negli anni ho messo in piedi progetti europei dove Siena e altre provincie toscane e nazionali sono stat
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  4. Sauro Gorelli


    lavoro
    Residente a Colle di Val d’Elsa, ha vissuto le lotte studentesche del “68; iscritto alla FGCI prima ed al PCI poi, al momento della scissione ha deciso di aderire a Rifondazione Comunista. Ha una lunga militanza nella FIOM, essendo stato per t
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  5. Daniela Passeri


    Ambiente, beni comuni, filiera corta, partecipazione
    Attiva nei Gruppi di Acquisto Solidale e nell’Associazione della Decrescita, ho aderito al Manifesto per un soggetto politico nuovo che ha dato vita ad ALBA (2012); ho partecipato alla campagna referendaria “Meno 8, più 18”
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  6. Mario Marrocchi

    Vivo e lavoro a Sarteano, tra la Val di Chiana e la Val d’Orcia. Insegnante presso la locale scuola secondaria di I grado e storico, studio la Toscana dell’alto e pieno medioevo: di recente ho pubblicato “Monaci scrittori”
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Elezioni regionali, i nostri candidati: Serena Elisabetta Cesarini Sforza

Vivo a Sovicille da molti anni. Oggi sono in pensione ma mia attività lavorativa mi ha visto impegnata nel settore sociale e delle pari opportunità.
Negli anni ho messo in piedi progetti europei dove Siena e altre provincie toscane e nazionali sono state protagoniste… Collaboro attivamente con la Rete Europea Anti Povertà. Mi occupo del laboratorio teatrale presso la casa circondariale di Siena , milito in associazioni contro le mafie e per la legalità e faccio parte del Comitato contro l’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano.

Perché mi candido

Mi sono candidata con Sì Toscana a Sinistra perché mai come ora bisogna mettere in campo la buona politica: quella che si basa sui principi della democrazia e sulla partecipazione.

Serena Cesarini Sforza interviene sulla presenza delle mafie in Toscana

Comunicato Stampa

Serena Cesarini Sforza, candidata al consiglio regionale per Sì – Toscana a Sinistra, interviene sulla presenza delle mafie in Toscana

La mafia in Toscana uccide l’economia legale.

I comportamenti mafiosi della classe politica uccidono la buona politica

Serena-Cesarini-Sforza

Gli ultimi dati pubblicati dalla Commissione Affari Istituzionali del Consiglio Regionale della Toscana sulla presenza della mafia in Toscana, mettono in luce una situazione inquietante sulla “salute” del sistema toscana.

  • 35 sono le organizzazioni criminali censite
  • 60 i beni confiscati alla mafia di cui Suvignano il bene più grande della mafia nel centro Italia, proprio nella nostra provincia
  • La Toscana risulta essere una delle regioni dove si ricicla più denaro sporco

La Toscana, regione “ricca”, al pari di tante altre regioni del centro nord è dunque sempre più nel mirino di mafia, camorra e ‘ndrangheta, che si muovono guidate da un unico obiettivo “i soldi”.

Pochi se ne accorgono perché la mafia in Toscana non uccide ma si infiltra nell’economia legale inquinando tutto il sistema e uccidendo le imprese che si muovono nella legalità.

Le mafie controllano la quasi totalità del gioco d’azzardo, anche legale, il commercio dei rifiuti, soprattutto se tossici e nocivi, e l’edilizia.

La crisi poi ha fatto il resto, perché se le banche chiudono i rubinetti del credito, la disponibilità di liquido delle mafie è invece illimitata.

Altro dato inquietante che viene evidenziato dalla stessa indagine è “una preoccupante lentezza da parte delle istituzioni a reagire a questo fenomeno” oltre ad una sua costante sottovalutazione.

Viene da domandarci se è solo perché si ha paura che il buon nome della toscana ne possa risentire, oppure altri sono i motivi?

In ambedue i casi è intollerabile che non si intraprenda un progetto organico contro questo fenomeno perché sappiamo bene che grazie alla connivenza ed alla collusione con il mondo politico ed amministrativo, e con professionisti senza scrupoli, le mafie si radicalizzano nei territori rendendo molto difficile sradicarle.

Come difficile è sradicare i comportamenti mafiosi della classe politica; la corruzione, il chiudere gli occhi davanti alle grandi e piccole illegalità, le raccomandazioni, le nomine nei consigli di amministrazione, le nomine dirigenziali nelle società partecipate, i privilegi, i favoritismi: questi si che uccidono la buona politica!

La Regione può fare molto non solo per risolvere le mafiosità esistenti, ma anche per arginare una situazione che potrebbe diventare ben peggiore, soprattutto se si fa “finta di nulla” perché è proprio in queste situazioni che le mafie trovano terreno fertile per andare avanti.

Per questi motivi, Sì – Toscana a Sinistra propone:

  • un osservatorio regionale sulle mafie, che preveda la messa in rete di tutti i soggetti coinvolti (dalle Prefetture alle Associazioni) e che possa formulare proposte che possano arginare il fenomeno
  • la tracciabilità degli appalti pubblici
  • il preziario delle opere pubbliche
  • l’utilizzo sociale dei beni confiscati, primo tra tutti Suvignano
  • interventi formativi nelle scuole e non solo

Serena Cesarini Sforza

Candidata lista SI – TOSCANA A SINISTRA

Reddito minimo di cittadinanza: uno slogan elettorale od una opportunità di inclusione sociale?

La povertà colpisce ogni anno migliaia di persone in Toscana

di Serena Cesarini Sforza Candidata al Consiglio della Regione Toscana con SÍ – TOSCANA A SINISTRA
serenacesarinisforza@sinistratoscana.it

A quanto pare i nostri politici locali, dopo anni di silenzio in quanto la povertà non solo non porta voti, ma è un tema scomodo, quasi da nascondere, si sono improvvisamente svegliati e tutti rivendicano la necessità di approvare quanto prima una legge regionale in materia.

Affinché il reddito minimo non sia uno slogan da campagna elettorale è necessaria una profonda riflessione sul nostro sistema di welfare.

Il sistema Italia è caratterizzato dalla storica mancanza di una strategia quadro organica per combattere la povertà. Questo deficit appare oggi ancora più gravoso, specialmente nei confronti del drammatico aumento del disagio economico, dovuto alla crisi economica-finanziaria in corso, che rende ancora più vistosa l’assenza di uno schema nazionale di Reddito Minimo.

Inoltre, la riforma del Titolo V nel 2001 ha significato la differenziazione tra le leggi regionali e le conseguenti misure di politiche sociali nelle 20 regioni italiane. Alcune di esse hanno legiferato sul reddito minimo, altre no, confermando la disomogeneità delle prestazioni tra regione e regione e la disuguaglianza nell’accesso a beni e servizi da parte dei cittadini.

La Regione Toscana si è adeguata a questo trend nazionale proponendo una frammentazione degli interventi a fronte di un vero e proprio programma di lotta alla povertà.

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